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Il territorio del comune di Accumoli per quanto riguarda l'aspetto strettamente archeologico è privo di emergenze particolarmente significative, tranne il vicus Badies d'età romana, un piccolo villaggio sorto ai margini della via Salaria, identificato tradizionalmente con la località Fonte del Campo.
La fondazione della cittadina di Accumoli risale probabilmente alla seconda metà del XII secolo. Una fondazione tarda, dunque, rispetto al precoce incastellamento dell'alta valle del Tronto. L'iniziativa dovette essere presa all'indomani della conquista normanna e comportò l'accentramento in Accumoli di molti dei piccoli insediamenti, tanto fortificati, quanto aperti che avevano punteggiato la zona dall'alto medioevo fino all'inclusione nel regno meridionale. Una polverizzazione eccessiva del popolamento, rendeva debole il confine settentrionale, ciò spiega le ragioni che portarono alla fondazione di Accumoli, come necessario polo unificatore e riequilibratore delle forme insediative in grado di contrastare le spinte espansive di Cascia, particolarmente evidenti nella seconda metà del XIII secolo. Nel Quattrocento il re le conferì il titolo di città. Alla fine del Settecento gli abitanti di Accumoli erano 910, Collespada ne contava 150 e Roccasalli 264.
Le mura di Accumoli erano già quasi del tutto diroccate nell'Ottocento. Lunghe circa 2.770 metri, erano alte poco meno di 8,5 metri, e spesse 1,85 metri. Nella cinta si aprivano quattro porte, fiancheggiate da torrioni quadrati che intercalavano anche la cortina, susseguendosi ad intervalli regolari di 20 passi, 38,6 metri. Lo spazio urbano era suddiviso in quartieri, che prendevano il nome, come le porte, dalle chiese principali che vi erano erette. Da s. Pietro prendevano il nome il quartiere e la porta di ponente; da s. Nicola quelli di levante, la porta veniva detta anche Vecchia; da s. Leonardo quelli di tramontana, la cui porta veniva definita Pacina, e da s. Maria quelli a mezzogiorno, detta anche porta Pescara.
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