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Patrimonio Artistico

Accumoli oggi è una modesta cittadina, che conserva, tuttavia, nel tessuto urbano e nel patrimonio artistico e architettonico, i segni dell’antico prestigio e decoro, testimonianza del suo storico ruolo politico ed economico in zona, oltre che di una cultura sorprendentemente permeata dal gusto dei tempi.

Degni di nota sono, oltre alle Mura di cinta, di cui è possibile visionare solo alcuni resti cadenti e la Torre civica, manufatto del XII sec., il più antico di accumoli e unico nel suo genere in tutta la  valle del Tronto, simbolo del passato civile e guerriero di Accumoli, una schiera di palazzi, allineati lungo via Tommasi, dove si concentrava l’oligarchia locale, in uno splendido crescendo prospettico e scenografico, e le tre chiese. Tra questi risaltano:

 

Palazzo del PodestàPalazzo comunale

Insediato su un voltone di tipo medievale (ricostruito nel 1774), sviluppa al piano rialzato moduli rinascimentali, ben visibili nella linearità del prospetto e nella regolarità delle finestre architravate simmetricamente disposte. Sopra il portale lo stemma di Accumoli (XV sec.) e il monito sempre attuale: "Si geris publica privata depone" (se amministri la cosa pubblica, metti da parte gli interessi privati). Qui è la sala del sindaco, dove si conservano provvisoriamente la tavola con la Testa della Madonna del XIII secolo e la statua lignea della Madonna del Piano.

 

Palazzo del podestà

Il palazzo del podestà si articola su di una robusta torre a pianta quadrata alla quale si aggiunge un organismo orizzontale scandito da due arcate al piano terra e con un primo piano bucato da diverse finestre poste regolarmente. Il palazzo, il cui impianto viene fatto risalire normalmente al XIII secolo, successivamente comunque al 1211, è stato ampiamente rimaneggiato nel Rinascimento e d in età moderna e contemporanea.

 
   

Palazzo del Guasto, oggi RapettiPalazzo del Guasto, oggi Rapetti

Edificio del XV secolo, quando si faceva o si ristrutturava, come si evince dal monogramma di S. Bernardino (sulla piattabanda della finestra geminata), che secondo la tradizione da qui predicò al popolo di Accumoli tra il 1427 e il 1433. Di epoca recente i due portoncini in basso. Il prospetto è caratterizzato da una finestra binata con ricca cornice lineare ad intaglio, sormontata da una lunetta coeva (con tracce di affresco) a sesto rialzato, anch'essa finemente decorata, come la finestra sottostante, da un motivo di stelle a sei punte e cordone tortile. Il motivo è ripreso alla lettera nella cornice marcapiano dell'ultimo piano, scandito da una monofora su colonnine tortili (a destra) e da un'altra con due leoni stilofori (a sinistra).

 

 

Palazzo Marini, oggi Bonamici

Il palazzo costruito dalla famiglia Marini è una monumentale struttura tardomanierista a tre piani, sapientemente adattata al pendio della strada, con evidenti segni di degrado. Sulla facciata vi è la data 1631. Il palazzo si caratterizza per un portale incorniciato da bugnato a punta di diamante e da colonne tortili con capitello ionico, che sorreggono un balcone su mensole; le finestre, allineate su cornici rettilinee aggettanti lungo le fasce marcapiano, sono raccordate verticalmente da una lieve sporgenza del corpo di fabbrica; rispecchia tendenze e gusti di ambiente napoletano e la fortuna di una famiglia che che all'epoca aveva un deputato al parlamento del regno. Di ispirazione tardomanierista partenopea sembrano anche gli affreschi presenti all'interno, in una vasta sala con soffitto a cassettoni abbastanza ben conservato, nella quale spicca un monumentale camino, decorato con il "Ratto d'Europa". Nel fregio che corre lungo le quattro pareti, sotto il soffitto, sono affrescate le allegorie delle Stagioni e di alcuni Paesi d'Europa, intervallate da curiose variazioni dello stemma gentilizio e da paesaggi con castelli o chiese con scene di vita quotidiana (duelli, lavori, scene di conversazione, carrozze,ecc.).
 

Palazzo Marini, oggi Bonamici

 

   

Palazzo Cappello Palazzo Cappello

E' conosciuto erroneamente come Palazzo Tommasi, ma è da rivendicare ai Cappello, come attestano inequivocabilmente gli stemmi gentilizi che decorano all'interno i numerosi e monumentali camini dell'epoca. In seguito fu acquistato dagli Organtini. Oggi è proprietà in parte della famiglia Ambrosi Sacconi, in parte del Comune. Possente edificio del XVII secolo a quattro piani più attico. La sua mole, già imponente di per sè, viene esaltata al culmine dell'abitato, nei pressi dell'antica rocca. Ristrutturato di recente, oggi ospita il museo naturalistico di Accumoli e del Parco a Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

 

 

S.Maria delle Coste 

Secondo la leggenda la Madonna sarebbe venuta alle Coste da Norcia; riportata diverse volte in quella città, altrettante ne sarebbe ripartita, finché gli abitanti di Accumoli le costruirono la chiesa. E' meta di pellegrinaggio, ogni anno a settembre, delle genti di Capodacqua di Arquata, e degli accumolesi nei giorni successivi alla Pentecoste. La chiesa, un rettangolo di arenaria coperto a capanna e a volta, è probabilmente di origine eremitica (XII-XIII sec.). Fu ristrutturata in parte nel '400 e di nuovo nel '600 dal giureconsulto Cinzio Camerari (noto al Cappello), come attesta una lapide all'interno (:D[eo] O[ptimo] M[aximo] - CYNTII CAMERARII - IN DEIPARAM VIRGINEM PIETATE - EXTRUXIT - ANNO DOMINI 1636). Di qualche anno dopo era il lungo prospetto ligneo scolpito e l'altare barocco, con gli stemmi del Camerari e dell'allora vescovo di Ascoli, mons. Gabrielli, di recente rubato. In passato apparteneva a questa chiesa una Testa di Madonna, frammento di tavola (più volte ridipinta) di maestro abruzzese della fine del XIII sec., inserito in una più vasta tavola della fine del XVI sec., rappresentante nella parte centrale la Madonna che allatta il Bambino, nel timpano la Discesa dello Spirito Santo e negli sportelli laterali Storie della vita di Maria, il frammento fu segnalato dall'illustre storico d'arte F. Zeri e pubblicato dal Garrison. L'opera, restaurata nel 1950, è ora conservata in Municipio. Nella campana (1711) vi è il ricordo dell'eremita ascolano p.Domenico.

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Aggiornato il 07 maggio 2010                                                                                                                                                     

 

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